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Il Porto di Crotone é fornito di strutture con 8 accosti
nel porto nuovo di lunghezza complessiva di metri 8.250; un accosto é utilizzato
per ricevere prodotti petroliferi destinati alla domanda dell’entroterra. Il
movimento si compone per il 35 % da navigazione internazionale e per il 65% da
navigazione di cabotaggio; la composizione del movimento merci é per il 52%
dovuta a traffico di prodotti industriali e per il 48 % di traffico di prodotti
commerciali; le merci sono per il 50% di tipo secco e per il restante 50%
liquide. I traffici commerciali registrati dai dati disponibili sui porti
calabresi ( Crotone, Vibo Valentia,
Gioia Tauro ) denotano una crescita del movimento merci – sbarchi e imbarchi -
del 118 %, tutto effettuato dal porto di Gioia Tauro ( 151 %), Crotone e Vibo
hanno evidenziato una contrazione, rispettivamente, del 20 e del 7,6%. Nella
logica sistemica di sviluppo del territorio il Porto deve diventare il nodo
delle relazioni internazionali anche in una logica di integrazione e
combinazione con il porto di Gioia Tauro. Pertanto sono da sviluppare le
condizioni affinché il porto, la città ed il territorio possano costituirsi come
soggetti attivi di strategie e di pratiche di tipo corporativo, e sviluppare le
condizioni affinché Crotone divenga una città portuale fungendo da “piazza di
affari”. Inoltre la Città di Crotone dista circa 150 Km da Gioia Tauro dove si
trova il Terminal Container più importante del Mediterraneo, dove vengono
smistate le navi container provenienti da tutto il mondo, servendo una grossa
parte del sud Europa.
Le Opportunità/azioni offerte dal distretto portuale potrebbero essere:
1) il
collegamento con la Grecia nel breve periodo;
2) la
vocazione al cabotaggio e al commercio internazionale;
3) creare
un nodo di sostegno della crocieristica ed un nodo minore del transhipment tra
il terminal di Gioia e quello di Taranto;
4)
l’interporto.
Il porto trova
una sua naturale collocazione nel golfo di Taranto per cui il suo sviluppo deve
essere valutato nell’orizzonte di una connessione con il “corridoio adriatico”
e con le esigenze di articolarsi nel sistema complessivo delle specializzazioni
del sistema portuale mediterraneo.
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